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Come pulire le porte interne

Finalmente abbiamo installato le nuove porte interne che abbiamo aspettato con tanta trepidazione e subito dopo ci sorge una domanda? Ma come devo pulire le porte interne?
Pulizia ORDINARIA delle porte verniciate, laccate e finitura sintetica (laminato):

  • Spolverare le porte con un panno morbido, possibilmente in microfibra.
  • Le porte possono essere pulite/lavate, utilizzando un panno morbido inumidito in acqua tiepida, accuratamente strizzato, strofinando delicatamente e asciugando la superficie per evitare aloni.

Pulizia ORDINARIA delle porte laccato lucido:

  • Spolverare le porte con un panno in microfibra, antistatico. Sono da evitare strofinacci duri, la carta asciugamani e di giornale, poiché hanno un effetto abrasivo e possono rigare la superficie lucida.
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Nuovo configuratore per i vostri serramenti

Vi bastano pochi semplici click per registrarvi sul nostro configuratore e iniziare a cercare i serramenti che fanno per voi.

Potete scegliere tra diverse tipologie di finestre in base alle vostre esigenze, selezionare il colore che preferite,  inserire le misure e indicare se preferite la maniglia oro o la maniglia argento e il gioco è fatto!

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Manovra 2021: cosa è stato prorogato

Tornano nel 2021 ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili, bonus verde e bonus facciate. Cosa prevede la Legge di bilancio?

Il capitolo bonus casa 2021 in Manovra prolunga sia una serie di bonus in scadenza, che non essendo strutturali da anni ormai  vengono riproposti dalle diverse manovre di bilancio – ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili – sia misure “nuove” come il bonus facciate. 

Ecobonus 2021

Valido fino al 31 dicembre 2021 l’ecobonus, la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Valgono le stesse aliquote previste per il 2020: 50% per interventi su infissi, biomassa e schermature solari, 65% per le altre tipologie.

L’ecobonus, lo ricordiamo, consiste in una detrazione dall’Irpef o dall’Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. 

In generale, le detrazioni sono riconosciute per:

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Monoblocco: una parte integrante del cappotto

ENEA ha definito il monoblocco “parte terminale del cappotto”, e mai come in questa volta la definizione è esatta.

Senza di esso, il professionista deve, per completare il foro finestra, girare il cappotto nella spalletta, applicare il paraspigolo, la rete antifessurazione ed infine raccordare il tutto con la rasatura.

Appare evidente che il monoblocco, racchiudendo in se tutte queste caratteristiche, è a tutti gli effetti il perfetto raccordo del cappotto e la finitura dei foro finestra.

ALPAC PRESYSTEM, unico sul mercato italiano ed europeo, ha nella parte terminale della spalla, un profilo costruito secondo il protocollo CORTEXA, in PVC con rete antifessurazione incorporata, e la faccia interna, posizionata in spalletta, con finitura in cartongesso.

Una applicazione particolare per la legge 110

Questo consente ad ALPAC PRESYSTEM di essere perfetto da utilizzare nella riqualificazione energetica degli edifici.

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Proroga di tutti gli ecobonus e lo sconto 110%

Detrazioni fiscali, ma non solo il superbonus al 110%

Non solo superbonus 110%. Ma all’orizzonte spunta una buona notizia per questa nuova maxi detrazione: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, in occasione di un incontro con professionisti, ha annunciato che il governo sarebbe fortemente orientato a una proroga fino al 2024 dell’intero pacchetto di agevolazioni fiscali, i famosi eco-bonus, a cominciare dalla maxi detrazione del 110%. Il sottosegretario ha anche fatto un primo bilancio sul fronte del nuovo sistema di cessione dei crediti e, dato anche il breve periodo di entrata in vigore, ha sottolineato come, dopo un periodo di assestamento, ora il meccanismo sta funzionando e, al momento, già oltre 2mila sono state le domande inviate per poter trasferire il proprio credito a istituti bancari o a imprese.

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Infissi ecosostenibili: quali si possono definire veramente così?

Una casa green è il sogno di tanti: un’abitazione che sappia garantire sempre il giusto comfort domestico e che abbia un impatto ridotto sull’ambiente e sulla salute di chi vi abita.

Riuscire in tale intento richiede un forte rinnovamento di più aspetti della casa: dalle opere relative alla muratura, come i cappotti termici, fino ad arrivare alle componenti interne come infissi ecosostenibili, caldaie di ultima generazione e climatizzatori di classe energetica superiore.

Chi decide di intraprendere tale cambiamento radicale, può approfittare degli incentivi economici concessi dallo Stato, come l’Ecobonus, e affidarsi a tutte quelle aziende che hanno fatto dell’ecosostenibilità un valore primario e indiscutibile.

Cosa si intende per ecosostenibilità?

Quando si parla di ecosostenibilità si fa riferimento ad un concetto molto ampio, che abbraccia molteplici aspetti dell’attività umana nell’ottica di uno sviluppo ed una gestione delle risorse sempre più virtuosi e votati all’eliminazione di ogni tipo di spreco.

Di fondo c’è una forte presa di coscienza nei confronti dell’ambiente stesso, una consapevolezza che spinge l’uomo alla ricerca di soluzioni che possano garantire un consumo delle risorse ridotto.

A ciò si aggiunge l’esigenza di preservare i delicati equilibri terrestri e di scongiurare le conseguenze negative che potrebbero derivare da una loro alterazione, come i già presenti cambiamenti climatici avvertono.

Inoltre, cosa da precisare, l’ecosostenibilità interessa ogni ambito, poiché ogni scelta che compiamo si ripercuote sull’ambiente: dall’acquisto dell’auto a quello dei vestiti, fino ad arrivare ai serramenti.

 

Le caratteristiche degli infissi ecosostenibili

Per essere definiti tali, i serramenti ecosostenibili devono rispettare una serie di requisiti e caratteristiche ben precisi.

Non si tratta solo dei materiali utilizzati. È necessario risalire a monte della questione, fin dalla produzione dell’infisso. Pertanto, diventano di primaria importanza tutti i punti di seguito elencati:

  • Basso impatto ambientale durante la produzione dei serramenti
  • Assenza di sostanze nocive nel PVC e nell’alluminio delle finestre
  • Impiego di materiali riciclabili per la produzione di infissi
  • Utilizzo di vetrocamere green
  • Installazione semplificata degli infissi

Anche se a un primo impatto alcuni di questi aspetti possono sembrare non aderenti in maniera precisa al concetto di ecosostenibilità e alla realizzazione di una casa ecologica, vediamo insieme come ogni elemento, dettaglio ed azione siano imprescindibili l’uno dall’altro.

Basso impatto ambientale durante la produzione dei serramenti

L’attenzione all’impatto ambientale dei sistemi produttivi è certamente il primo passo per poter definire un’azienda e i suoi prodotti sostenibili.

Facciamo riferimento non solo alla scelta dei materiali e delle tecniche di produzione, ma anche al rispetto degli stessi parametri da parte dei partner con cui si interfaccia l’azienda.

Nello specifico, è molto importante che il processo di produzione degli infissi sia caratterizzato da basse emissioni di CO2, meglio se già parte di un sistema che si muove nell’ottica di una progressiva decarbonizzazione, prediligendo altre forme di energie rinnovabili.

 

L’assenza di sostanze nocive nel PVC e nell’alluminio delle finestre

La presenza di metalli pesanti ed altri COV (Composti Organici Volatili) negli infissi rappresenta un danno per la salute dell’uomo, ma anche per l’ambiente.

Di conseguenza, è essenziale che la qualità dei materiali di costruzione sia eccellente anche sotto tale punto di vista, per aderire pienamente ai criteri dell’ecosostenibilità.

Impiego di materiali riciclabili per la produzione di infissi

C’è una differenza sostanziale fra un prodotto realizzato con materiale riciclato o riciclabile.

Nel primo caso, si intende un elemento che è stato realizzato con materiale già impiegato in altri prodotti e che è entrato nel processo di riciclo da un tot di tempo variabile.

Nel secondo caso, invece, l’elemento è stato prodotto con materiale vergine, usato per la prima volta in assoluto.

In sostanza, ciò si traduce in termini di migliori prestazioni e maggiore riciclabilità, specie quando parliamo di infissi in PVC.

Una volta terminata la vita utile dell’infisso, i suoi materiali possono essere smontati, riciclati (ad esempio tradotti in contenitori alimentari) e fatti rientrare tranquillamente in commercio, nell’ottica di una virtuosa economia circolare.

 

Il ruolo delle vetrocamere green nei confronti dell’ecosostenibilità

Altro elemento fondamentale da prendere in esame per definire gli infissi a basso impatto ambientale in maniera completa sono le vetrocamere.

Sappiamo bene che i vetri rappresentano una parte sostanziale e fondamentale dei serramenti, capaci di migliorare l’isolamento termico ed acustico, nonché offrire maggiore sicurezza – a più livelli – nel momento in cui si scelgono dei vetri antieffrazione o antinfortunistici.

Nello specifico, in relazione all’ecosostenibilità, sono due gli elementi salienti: l’assenza di elementi dannosi nel vetro e la sua capacità termica ed isolante.

Quest’ultima, oltre a garantire un comfort domestico ottimale, riesce ad abbassare i consumi relativi al riscaldamento o al raffrescamento dell’abitazione. Il risultato è un risparmio non solo in termini economici, ma anche di riduzione di CO2 e dell’utilizzo di energia elettrica.

L’installazione semplificata degli infissi

L’ultimo degli elementi da prendere in considerazione è quello relativo all’installazione semplificata degli infissi, specie in fase di ristrutturazione.

La necessità di compiere nuove opere di muratura per sostituire gli infissi in fase di ristrutturazione, vuol dire produrre una certa quantità di materiale di scarto edileQuesto ha un impatto ambientale decisamente pesante, sia in termini di smaltimento corretto, che di impiego di risorse umane per farlo. Di fatto, si attesta quale rifiuto speciale, che necessita quindi di particolari accortezze per lo smaltimento.

Una situazione ancora più problematica se parliamo di edifici vecchi, costruiti con materiali contenenti sostanze nocive, che non possono essere riciclati o riutilizzati.

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Persiane, imposte, scuri… tra protezione ed estetica

In PVC o metallo, le persiane proteggono le finestre dalla luce e dagli agenti atmosferici e ne allungano la durata. Oltre a essere un deterrente ai tentativi di effrazione, abbelliscono le facciate degli edifici e assicurano una perfetta privacy.

Costituite da un telaio con stecche orizzontali, fisse o mobili e orientabili, poste in posizione inclinata, le persiane sono un’efficace soluzione per proteggere da sole, vento e pioggia le finestre della casa.

Chiuse e con la finestra aperta, le persiane permettono l’aerazione naturale dell’ambiente: con i modelli orientabili si può inoltre regolare il flusso d’aria in entrata. Servono anche per sentirsi più sicuri fra le mura domestiche e donano un tocco di eleganza all’abitazione.

La maggior parte delle persiane viene oggi scelta in alluminio e PVC, entrambi materiali pratici, duraturi e resistenti. I modelli in alluminio sono resistenti e leggeri, richiedono una manutenzione minima e rimanendo inalterati nel tempo appaiono sempre come nuovi.

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Ecobonus 110%: gli obblighi nascosti per l’accesso al superbonus

Il famoso articolo 119 del Decreto Rilancio amplia la detrazione ammissibile, arrivando al 110%, per tutti gli interventi di cui all’art. 14 del DL 63/2013 e relativa Legge di conversione e modifiche successive.

Vista la formulazione di tale articolo la domanda fondamentale è: i requisiti da rispettare per l’accesso a questo superbonus sono quelli previsti all’art. 14 del DL 63/2013 a cui aggiungere, tra le altre, il famoso doppio salto di classe di cui al comma 3 dell’art. 119?

A nostro parere si, anche perché se si tratta di un potenziamento economico dell’ecobonus esistente, appare quindi normale che gli obblighi già previsti debbano essere rispettati, si spera che la conversione in Legge del DL Rilancio possa chiarire questo dubbio, insieme a tanti altri attualmente sul tavolo.

Cosa vuol dire rispettare i requisiti del vecchio Ecobonus?

Ma cosa vorrebbe dire rispettare i requisiti del vecchio ecobonus? Val la pena richiamare il comma 2 quater dell’art. 14 del DL 63/2013 come convertito in Legge e modificato successivamente, che prevede una detrazione di spese su parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva che conseguano almeno la qualità media dell’edificio di cui al DM 26 giugno 2015.

Ecobonus 110%: la qualità media dell’edificio

Continuiamo ad inseguire la possibile verità, cosa vuol dire qualità media dell’edificio?

Esaminando il DM Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici del giugno 2015, la risposta arriva dall’art. 5.2.1 dell’allegato 1, che definisce:

  • un involucro con qualità medie in relazione al riscaldamento invernale se ha un indice di prestazione energetica compreso tra 1 volta e 1,7 volte l’indice di prestazione energetica dell’edificio di riferimento;
  • un involucro con qualità medie in relazione al raffrescamento estivo se ha una trasmittanza termica periodica superiore o inferiore a 0,14 in relazione al rapporto tra area solare equivalente estiva e superficie utile.

Provando a ragionare in termini di grandi numeri, il primo punto dovrebbe essere facilmente rispettabile per interventi di isolamento dell’involucro edilizio, in quanto il rispetto del doppio salto di classe energetica di fatto conduce già verso un involucro performante in relazione al riscaldamento invernale.

Appare invece critico il raggiungimento della qualità media invernale per interventi parziali o assenti sull’involucro edilizio, raggiungendo il doppio salto di classe attraverso interventi impiantistici (art. 119 comma 1.b).

Ecobonus 110%: la modellazione dell’edificio

Il secondo punto richiesto invece si ritiene debba prevedere una attenta modellazione dell’edificio, che può essere eseguita solo dopo i sopralluoghi nelle varie unità immobiliari.

Per un professionista su questo punto appare più complesso fornire una indicazione preliminare di fattibilità in base alla sua sensibilità ed esperienza e si ricade nella critica situazione in cui potrebbe essere necessaria una richiesta di somme di denaro per la verifica di fattibilità del raggiungimento dei requisiti minimi previsti per il 110%, spesa che non sempre viene appoggiata nelle assemblee di condominio.

Ecobonus 110%: il doppio salto di classe

Infine si fa notare come l’impostazione dei due punti di cui sopra derivanti dal DM Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici lascerebbe sospettare che il doppio salto di classe richiesto debba essere conseguito dall’edificio nel suo complesso e non dalla singola unità immobiliare che lo compone (altro punto non chiaro del DL Rilancio).

Ciò costringerebbe i tecnici ad eseguire una modellazione dello stesso edificio in difformità alle linee guida stesse per i casi di immobili in condominio con riscaldamento autonomo, si confida sempre in chiarimenti nella conversione in Legge.

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Ecobonus e Sismabonus ristrutturazioni 2020: come funziona e quali lavori

Ristrutturare casa? Nel 2020 puoi farlo gratis!

Lo prevedono l’Ecobonus e il Sismabonus 2020, che permettono di rientrare del 110% della spesa effettuata per lavori di ristrutturazione che migliorano l’efficienza energetica degli edifici e aumentano la resistenza dell’abitazione in caso di terremoti.

Ecobonus 2020: cos’è e come funziona

L’Ecobonus 2020 riprende le agevolazioni fiscali già introdotte in passato per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e porta la detrazione dal 65% al 110%.
Questo significa che, usufruendo dell’Ecobonus, si avrà diritto a una riduzione delle imposte pari al 110% della spesa sostenuta per ristrutturare.

Queste agevolazioni fiscali sono relative a una spesa massima di 60.000€ per unità immobiliare e si riferiscono a tutte le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020, fino alla fine del 2021. La spesa potrà essere recuperata sotto forma di sconto fiscale, in 5 rate annuali di pari importo.

Questo significa che se desideri effettuare un intervento di ristrutturazione che comporta un miglioramento della classe energetica di un edificio, a fronte di 10.000€ spesi potrai ottenere 11.000€ di sconto sulle tasse, nella forma di 2.200€ annui per 5 anni.

In questo caso quindi prima pagherai i lavori di ristrutturazione e in seguito recupererai la spesa.
Ma se ti stai chiedendo: “…E se non ho così tante tasse da pagare?”: l’Ecobonus 2020 infatti prevede che tu possa anche ristrutturare casa senza spendere nemmeno un euro!

Ecobonus 2020, cessione del credito e sconto in fattura

L’ecobonus e il Sismabonus permettono a ogni famiglia di effettuare i lavori di ristrutturazione anche senza dover mettere assolutamente mano al portafoglio.

È stata infatti confermata la possibilità di effettuare la cessione del credito, ovvero di cedere l’agevolazione fiscale all’impresa che eseguirà i lavori.

In tal caso, lo sconto a tuo carico sarà del 100%: tu non dovrai versare alcun pagamento alla ditta che effettuerà i lavori e a tutti i professionisti coinvolti, i quali potranno poi richiedere le detrazioni fiscale oppure vendere a loro volta il credito agli istituti bancari, ottenendo rapidamente liquidità.

Questo processo ti consente di effettuare i lavori di ristrutturazione completamente gratis, con uno sconto in fattura del 100%, ma esistono dei vincoli: continua a leggere per scoprire quali interventi sono compresi nel Bonus!

Ecobonus e Sismabonus 2020: quali interventi coprono

È importante specificare che il Superbonus al 110% sarà richiedibile soltanto per interventi strutturali e di grande portata, mentre tutti gli altri interventi continueranno a essere soggetti alle agevolazioni fiscali del 50% e del 65% a seconda della categoria di appartenenza.

Ecco i 3 casi in cui è possibile attivare l’ecobonus 2020:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (limite di spese a 30 mila euro moltiplicato per le unità immobiliari) simili interventi sugli edifici unifamiliari (terzo tipo) con limite secco a 30 mila euro
  • interventi che comportano la riduzione del rischio sismico dell’edificio.

In presenza di una di queste due forme di intervento, possono rientrare nell’Ecobonus anche:

  • installazione di impianti fotovoltaici, con un tetto massimo di spesa di 48mila euro per edificio (e non per

Rispetto all’ecobonus 2019, si restringe il campo dei soggetti che possono richiedere il superbonus: sarà attribuito solo alle persone fisiche e solo per le abitazioni in condominio o per quelle indipendenti che però siano anche prima casa del contribuente. L’ecobonus attuale si applica invece a qualsiasi immobile e anche ai soggetti Ires.

Per ottenere il bonus è necessario che i lavori apportino un miglioramento di almeno due classi energetiche o che in alternativa il miglioramento sia il massimo tecnicamente raggiungibile.

Ecobonus 2020: ecco come richiederlo

Per richiedere le agevolazioni sarà necessario effettuare i pagamenti con bonifico parlante e inviare la documentazione tecnica all’Enea per via telematica. Servirà inoltre una relazione che asseveri la congruità dei costi sostenuti.

Vuoi più informazioni?

Per saperne di più su come richiedere l’Ecobonus, puoi consultare il sito dell’Enea a questo indirizzo: https://detrazionifiscali.enea.it/.

Riteniamo che fornirti informazioni utili e permetterti di fare sempre scelte consapevoli sia la parte più importante del nostro lavoro e vogliamo aiutarti a farlo anche nelle fasi che precedono la scelta dell’arredamento, per essere al tuo fianco e renderti le cose più semplici dal primo momento in cui decidi di ristrutturare e arredare casa.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento non esitare a contattarci!

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Ecobonus 110 per cento su infissi? Il Decreto Rilancio e le Novità

Nell’ecobonus 110 per cento rientrano anche gli infissi e i serramenti e la loro sostituzione? A chiederselo sono in molti contribuenti. Vediamo la norma e le ultime novità della detrazione o bonus 110% sul tema infissi.

Esiste un Bonus infissi al 110 per cento?

L’ecobonus al 110 vale anche per gli infissi, ovvero, esiste un bonus infissi 110 per cento? La risposta non è univoca.

La possibilità di usufruire della detrazione del 110 per la sostituzione degli infissi esiste quando la sostituzione degli infissi, delle finestre, e dei relativi serramenti è associato a uno dei lavori “maggiori” definiti dal decreto rilancio.  I lavori che danno accesso all’ecobonus del 110% sono quelli relativi al cappotto termico degli edifici, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore.

Sempre e quando la sostituzione di infissi e serramenti sia abbinata a uno di questi interventi esiste la possibilità di usufurire di una detrazione del 110 per cento anche per gli infissi, ovvero in questo caso esiste un bonus infissi al 110%.

Cessione del credito e sconto in fattura anche per gli infissi

La norma del decreto rilancio relativa all’ecobonus offre però la possibilità di usufurire della cessione del credito e dello sconto in fattura anche per gli infissi. Questo vuol dire che è possibile usufruire della detrazione ordinaria del 50% (65% per i condomini) per la sostituzione degli infissi e poi decidere di:

  • pagare la spesa per la sostituzione di finestre, infissi e serramenti e cedere la detrazione a un altro soggetto, sia esso la banca o altro intermediario finanziario
  • chiedere uno sconto pari alla detrazione all’impresa che a sua volta potrà chiedere uno sconto alla banca.

Restate sintonizzati per i nuovi aggiornamenti del Decreto Rilancio!

Per maggiori informazioni contattateci!

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